Il Palazzo Baglioni

La Storia

Stemma Famiglia Baglioni

Famiglia con origine prima dell'anno 1000, ancora esistente nei rami di Perugia, Ferrara e in Francia.

I Signori di Bettona per quasi due secoli

Giampaolo Baglioni fu fatto primo conte di Bettona da Papa Leone X della famiglia De Medici signori di Firenze. Tale titolo in cambio dei servigi e di un prestito di 10 mila scudi prestati al Papa.

Il rapporto tra i Papi e i Baglioni è stato alternativamente di lotta e amicizia. Nel giorno 28 Giugno del 1500 le nozze principesche tra Astorre Baglioni e Lavinia Colonna, volute dal re di Napoli si trasformarono in tragedia. Lavinia, di padre Colonna e madre Orsini, rappresentava l'unione dei Baglioni con le due famiglie principesche più importanti di Roma.
Entrambe le Famiglia annoveravano Papi. Questa parentela non faceva che aumentare enormemente il potere dei Baglioni, e come consuetudine al crescere del potere si accompagnava la voglia di espansione a danno delle signorie vicine.

Per evitare questa espansione venne organizzata per il 16 Luglio del 1500 una congiura per sterminare tutti i Baglioni di Perugia.

La Congiura dei Baglioni

Tra i congiurati vennero coinvolti anche due esponenti del clan Baglioni, Grifonetto di soli 23 anni e il Barciglia di un ramo minore a cui era stato promesso il dominio della città. Uno dei pochi superstiti alla strage fu proprio Giampaolo che riusci a fuggire dai tetti e dopo tre giorni con truppe amiche rientrò in citta. In questa occasione venne ucciso il giovane Grifonetto che non era fuggito come tutti gli altri congiurati.

Alla fine di settembre del 1502 Giampaolo partecipa con altre famiglie nobili ad una riunione nel castello dei cavalieri di Malta per organizzare una congiura contro Cesare Borgia, il sanguinario e feroce figlio di Papa Alessandro VI. La congiura non si realizzò, ma il Borgia informato dalle sue spie invita i congiurati della Magione alla fine di dicembre a Senigallia per festeggiare la riconquista della città e in quella occasione li fa uccidere. Giampaolo conoscendo l'indole vendicativa di Cesare Borgia non si recò a Senigallia fingendosi malato.

Nel 1520 Giampaolo venne invitato da Papa Leone X a Roma per comandare l'esercito e organizzare la difesa della città. Invece Giampaolo venne imprigionato a Castel Sant'Angelo dove venne torturato per fargli confessare quello che volevano e poi gli fu mozzata la testa.

Subentrò come capo famiglia il primogenito Malatesta IV che divenne il secondo Conte di Bettona. Valente ingegnere militare, valoroso comandante allevato nei campi di battaglia da bambino a cui era assegnato il comando di un drappello e fu ferito.
Nel 1530 venne chiamato dalla repubblica fiorentina per assumere il comando dell'esercito per resistere all'assedio dell'esercito spagnolo dell'imperatore Carlo V. Di fronte alla impossibilità di resistere contro il grande esercito spagnolo e per evitare il saccheggio della città, intavolò trattative per la resa senza saccheggio salvando Firenze dal disastro. Tornato a Perugia venne accolto con grandi onori.
A seguito dei nuovi contrasti con la chiesa, ed essendo malato, si ritirò nel palazzo di famiglia di Bettona dove morì a soli 32 anni.

Le 6 Stanze di Palazzo Baglioni

Proprio in ricordo degli avvenimenti in cui fu protagonista la famiglia Baglioni le sei camere di palazzo Baglioni a Bettona sono dedicate alle sei persone più rappresentative della famiglia.

Solo una camera è dedicata ad uno dei congiurati delle nozze di sangue, Girolamo della Staffa, nobile perugino e signore del castello di Rosciano. Dopo la strage del 1500 fuggì da Perugia. Nel 1503 venne catturato da Giampaolo nella conquista di Gubbio dove si era rifugiato. Condotto a Perugia fu processato e condannato a morte. Era terrorizzato dal timore delle torture, ma la sera precedente la morte venne raggiunto in piena notte da un servitore di Giampaolo che lo mise al corrente che gli sarebbe stata mozzata la testa senza torture. Girolamo aveva 27 anni ed era un giovane bellissimo.

Grifonetto aveva 23 anni quando venne ucciso dai soldati di Giampaolo per aver partecipato alla congiura 3 giorni dopo la strage della famiglia. In quei tre giorni era rimasto solo perchè tutti gli altri congiurati erano fuggiti e la madre e la moglie si erano rifiutate di incontrarlo. Alla notizia della sua morte la madre Atalanta Baglioni e la moglie Zenobia Sforza da cui aveva avuto tre figli, sono uscite dal palazzo in cui si erano rifugiate per recuperare con grande strazio il corpo devastato del giovane Grifonetto. Successivamente Atalanta commissionò a Raffaello Sanzio il famoso quadro della deposizione ora al museo Borghese a Roma, in cui sono rappresentati i protagonisti di questa tragedia.

Albero Genealogico

All'inizio del 1900 un albo genealogico della famiglia occupava una tela di oltre due metri in cui sono scritti i 700 nomi più rappresentativi